Né di destra, né di sinistra : questo sarà il futuro della politica … tranne a Genova.

  Sinistra_destra

Né di destra né di sinistra. Fuori dai partiti della casta. Fuori dagli interessi delle lobby. Vicino alla gente. Ma tra le frasi astratte che trovano sempre d’accordo tutti e il mettere effettivamente in pratica iprincipi c’è di mezzo il mare; e soprattutto ci sono ampi spazi da parte dei politici per fregare la gente e far credere che sia effettivamente così quando in realtà così non è.
E’ noto che i partiti non si occupano più dei problemi della gente comune ma curano solo gli interessi delle lobby e della mafia: la gente lo ha capito e comincia ad allontanarsi dalla politica, per lo meno da quella tradizionale: a questo punto le manovre dei politici consistono nel dare l’impressione di essere più vicini alla gente: cosi’ hanno sempre fatto ma adesso lo fanno con mezzipiù sofisticati: fanno credere di seguire i principi della politica nuova di cui Beppe Grillo è il maggiore portavoce, ma non è l’unico.
Essere departitizzati, principi di democrazia diretta, statuti, programmi politici che prevedono sviluppo sostenibile, equilibrio sociale e tante altre belle cose.Poi, all’atto pratico, nell’ambito del locale vediamo tante piccole furberie che rendono sostanzialmente vani tutti questi principi:

– battaglie che si compiono dicendo “tanto fanno quello che vogliono ma almeno ci abbiamo provato”, quando poi,  in barba alla visibilità rivoluzionaria sul territorio, sulle strade e le piazze e nei presidi solo pochissimi riescono ad accorgersi che invece “non ci hanno provato affatto” e quei pochi vengono tacciati di disfattismo, di essere fascisti o di tanti altri attributi idioti.

 – azioni svolte più per farsi notare, specie dai media, che per cambiare realmente le cose.

 –  scarsa propensione al rischio di subire azioni legali (tipo querela per diffamazione): in realtà è ovvio che se qualcuno dà veramente fastidio al sistema dovrebbe compiere delle azioni per le quali questo rischio viene corso eccome. A Genova ho ragione di ritenere che questi metodi sofisticati siano molto affinati. Ho visto i partiti (sostanzialmente quelli di sinistra) infiltrare sagacemente i comitati cittadini, sempre più attivi e irrequieti, le associazioni ambientaliste, i meetup di Beppe Grillo, il Popolo Viola; insomma, in definitiva qualunque espressione politica che dovesse partire dal basso. Vediamo per esempio qualche caso specifico:

I No Gronda, così amati dalla stampa (e già questo dovrebbe far riflettere) che annunciano trionfalmente di aver fatto spostare la trivella da Murta (per metterla poi da un’altra parte, ma questo è un particolare di … scarsa importanza). Sempre i No Gronda (o forse Gronda come li chiamano nel meetup Valpolcevera) adesso propongono un ricorso al “TAR gratuito” (mai sentito in vita mia; chissà, forse qualche avvocato ispirato direttamente dal Padre Eterno ) in cui bastano 500 firme e non bisogna spendere un euro (anche questo dicono avere un valore simbolico: non danno infatti garanzie sull’esito….). Quello che però continuano a non voler raccontare a nessuno è se si sono incontrati con Claudio Burlando come qualcuno ha riferito in vari forum tra cui sul blog di Marco Preve e che cosa si sono detti (ovviamente, essendo departitizzati, eventuali accordi col PD possono essere fatti solo di nascosto). I No Gronda, notizia non ancora ufficiale, aspirano a presentarsi alle elezioni comunali del 2012 con una lista civica che dovrebbe prendere le distanze dai politici della casta: poiché di liste civiche che a Genova come da altre parti si sono presentate come liste departitizzate e che poi, in realtà, non erano altro che liste civetta dei politici ce ne sono già state parecchie mentre liste con reali caratteristiche di autonomia non ce ne sono ancora state, credo che sia abbastanza lecito tenere alta la guardia. Faccio notare peraltro che non esiste nessun forum nel quale i No Gronda rispondano alla cittadinanza di qualunque perplessità o di qualunque idea venisse in mente ai cittadini, cosa che invece avviene nei meetup di Beppe Grillo.

Altra figura che si professa contro la casta è quella della “grillina” Manuela Cappello: Ex IDV, attualmente consigliera comunale nel gruppo misto, per anni ha ricoperto un doppio incarico in comune e in provincia: è di questi giorni un video sul meetup storico “Amici di Beppe Grillo” in cui, a proposito del progetto del Galliera Nuovo rivela moltissime perplessità, bocciando sostanzialmente il progetto. Ma allora mi deve spiegare come mai nella delibera in consiglio comunale del giugno 2009 non aveva votato contro come, viceversa, avevano fatto Bernabò Brea e un consigliere della Lega. Quando è stata votata la delibera sul Mercato di Corso Sardegna, presenti in aula entrambi i meetup di Beppe Grillo, ha espresso voto contrario, con tanto di discorso filosofico sulla “decrescita felice” e quant’altro, sotto l’occhio della telecamera di uno dei suoi fedelissimi. Il progetto passò ugualmente ma era viziato, così come parecchi altri progetti in città a partire dal non rispetto del piano urbanistico PUC. Il PUC fu modificato ma venne impugnato dal TAR. Venne nuovamente rivotato (contro ogni logica di democrazia e di legalità) in consiglio comunale: unico ad opporsi: nuovamente Bernabò Brea. Cappello astenuta. A questo punto Manuela Cappello mi dovrebbe spiegare dove è andata a finire tutta la prosopopea sulla “decrescita felice” precedentemente sfoderata. Nel dicembre 2009 il meetup storico chiede la certificazione a Beppe Grillo della lista a 5 stelle da presentare alle elezioni regionali del 2010: tutto secondo “criteri democratici”: votazioni primarie in cui gli attivisti avrebbero dovuto scegliere tra lei, Ferruccio Sansa e Adriano Sansa, il nome del candidato a presidente della regione: peccato che nessuno dei due Sansa sapeva di essere tra i candidati nè erano d’accordo!

Nonostante tutte queste vicende la gente dovrebbe aspettarsi, secondo l’opinione comune dei cittadini, che Manuela Cappello si presenti alle elezioni senza scendere a compromessi, neanche successivamente, con i politici del centro sinistra … mi sembra alquanto improbabile.

Ci sono poi un paio di vicende poco chiare, denunciate dalla Casa della Legalità. Christian Abbondanza per aver denunciato il primo di questi fatti fu querelato da Manuela Cappello e tra qualche mese ci sarà il processo.

http://www.casadellalegalita.org/index.php?option=com_content&task=view&id=1871&Itemid=98

http://www.casadellalegalita.org/index.php?option=com_content&task=view&id=8732&Itemid=1

Sempre secondo l’opinione comune il meetup 20 dovrebbe “mettersi d’accordo” con Manuela Cappello per fare una lista : ancora più improbabile.
Il guaio è che la gente guarda sempre all’apparire davanti alle telecamere, al presentarsi nelle piazze, dove si chiede la firma per improbabili referendum (ma intanto ci si fa un po’ vedere): le votazioni in consiglio comunale non le conosce mai nessuno e, peraltro, non sono assolutamente facili da reperire: ultimamente, avevo notato che il sito del comune di Genova riportava le delibere anteriori a due anni prima! Anche quei pochi che capiscono l’arcano, difficilmente sono disponibili a relazionarne, anche perchè lo farebbero a loro rischio e pericolo.

Vediamo poi altri personaggi facenti parte di questa schiera: Andrea Agostini, figura di spicco nell’ambito di Lega Ambiente Liguria: l’ho visto spesso scagliarsi contro i politici, ma c’è chi lo ha visto “frenare” al momento opportuno. Del resto Lega Ambiente è sempre stata un ottimo trampolino di lancio per politici della casta: dalla presidenza sono originate figure come il nuclearista convinto (….) Chicco Testa o il parlamentare PD Ermete Realacci.

Giuliano Giuliani, padre di Carlo Giuliani (rivoluzionario vero), sindacalista … messosi in un certo senso al timone (senza che nessuno glielo avesse chiesto) del Popolo Viola genovese. Ricordo perfettamente, nell’unica manifestazione veramente departitizzata che io ricordi a Genova, organizzata dalla Casa della Legalità, il 30 giugno 2010, quando col megafono Christian Abbondanza, urlava ai cittadini genovesi alcune verità un po’ troppo scomode per i politici locali, Giuliani suonava un tamburo e un fischietto, la mia impressione era, per non fare ascoltare …

Carlo Besana, ex candidato in regione alla lista civica “Noi per Burlando”, sempre cosi’ vicino ai comitati e alla gente. Poi qualcuno lo informò delle malefatte del suo capogruppo Ezio Armando Capurro, che trasformava gli oleifici in inceneritori e che, espulso dal PD pugliese venne in Liguria a reiterare i suoi reati. Ma Besana, l’amico dei comitati, fece come Ponzio Pilato, e se ne lavò le mani. Sarebbe interessante sapere se a Genova siano i vertici del PD a cercare queste persone o viceversa, ma parecchi indizi mi portano a ritenere più probabile la prima ipotesi: addirittura, recentemente, qualcuno mi ha detto che il centro sinistra sta studiando un piano di “conquista” dei Comitati (comprane 1 per averne 100…): persone molto in vista all’interno dei comitati mi hanno confidato di essere stati avvicinati dai “vertici” che si interessavano del futuro dei loro figli (…..)

D’altronde anche la posizione di Beppe Grillo stesso  a Genova è sempre stata abbastanza dubbia: a livello nazionale spara sempre su tutti. A livello locale è molto più parco nelle critiche: nessun intervento quando Claudio Burlando dichiarò, dopo le ultime elezioni, di aver intercettato il voto grillino; una sola apparizione a Genova nel 2010, invitato ad una manifestazione organizzata da Carlo Besana e da altre persone a me sconosciute. E quando il nostro gruppo del meetup 20 si è avvicinato per chiedergli una posizione sui due meetup disse: basta, a Genova non faccio un c… , di Genova mi sono rotto il c…

Quello che ho notato è che le persone veramente credibili vogliono ancora, specie a Genova, stare fuori dalla politica perchè, giustamente, non credono nei nuovi movimenti. Sempre queste persone ho visto che hanno trovato come ruolo precipuo quello di fare informazione: Qualche nome di blogger freelance locale:

Christian Abbondanza e Enrico d’Agostino (casa della legalità) attivi in un settore molto importante: la mafia. Ed è proprio grazie a loro che la mafia locale, ben radicata, sta scricchiolando con diversi arresti di personaggi “intoccabili”.

Andrea Pescino, molto attivo sui politici locali e su problematiche locali inerenti soprattutto le problematiche legate a rifiuti e cementificazioni a Genova e nel Levante.

Davide Stasi, ex meetupparo, che scrive su La voce del Ribelle, su problematiche inerenti la città.

Monica Riccioni, blogger recchese, che graffia tutti con il suo blog chiamato appunto “Il Graffio”.

Cinzia Bascetta e Davide Granti: l’Anticasta.

Gianfranco Belletti: molto seguito il suo blog “Area Genova” anche se un giorno abbiamo litigato per talune sue intemperanze che non approvavo e l’ho cancellato dai miei contatti su FB (anche perchè me lo aveva detto lui) devo obiettivamente dire il suo blog è molto valido.

Ed è proprio la contemporanea presenza di alcune di queste persone in un gruppo, che mi ha fatto sperare, purtroppo solo per pochi mesi, in una realtà politica veramente credibile: è stato il meetup 20, dall’estate del 2009, per 6 mesi circa, con un sussulto tardivo la scorsa estate:
il gruppo era veramente valido e disinteressato: ma evidentemente l’italiano medio (o se preferiamo il genovese medio, visto che in altre regioni ha funzionato) non ha la mentalità:c’è una manifestazione? Se hai un “progetto personale” da ottenere, il tempo per andare lo trovi; se non ce l’hai hai sempre altro da fare.E fu cosi’ che, piano piano, si sono defilati quasi tutti.(Benché restino tuttavia alcune  persone credibili nel gruppo e fra i suoi simpatizzanti).  Oltre a questo gruppo di persone credibili che non vuole saperne di questi movimenti c’è un’altra categoria poco simpatizzante per gli stessi: i giovani. I giovani probabilmente sono preoccupati più che i loro genitori del loro futuro e quindi queste battaglie fatte di referendum fasulli, di presidi inutili e delle torte dei No Gronda destano in loro poco interesse: i comitati e le associazioni suddette in realtà, hanno un età media di 50 anni.I giovani vogliono la rivoluzione, quella vera: meglio entrare nella sede del Secolo XIX coi bastoni, come accaduto qualche giorno fa, piuttosto che cercare di leccarti i giornalisti.D’altronde è ormai evidente che se una testata come il Secolo XIX parla bene di te, vuol dire che, la tua efficacia a cambiare le cose è molto scarsa.

di Gian Paolo Cavallaro

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