Lascio il Movimento 5 stelle.

Bologna 5 stelle
Regionali Emilia Romagna

Sono sempre di più le esperienze di questo tipo, sono sempre di più le persone che aprono gli occhi. Il movimento 5 stelle non parla di scuola, non parla di immigrazione, non parla di diritti dei lavoratori, non parla di sovranità monetaria, non partecipa alle elezioni delle province, dove si decide su argomenti importanti come la gestione dei rifiuti tanto cara, a parole, al movimento, come se lo scopo fosse quello di incanalare la protesta entro binari precisi che non nuociano veramente alle caste. Tanti slogan, tanti proclami per l’acqua pubblica ad esempio ma sono stati i comitati per l’acqua e non il movimento 5 stelle ad organizzare e portare avanti la campagna referendaria per l’acqua pubblica. Con il movimento 5 stelle la protesta si fa più pacata, la rabbia viene contenuta, ci si sfoga urlando a Woodstock (Cesena), si discute ore e ore sui forum ma si discute e basta e ci si sente attivi con qualche clic. Chi dissente spesso viene considerato un infiltrato dei partiti o un malato mentale e trattato come tale (roba da denuncia), le decisioni che contano sono prese da pochi e dulcis in fundo, non si muove foglia che Casaleggio non voglia.

Ecco un’altra veritiera testimonianza che pubblichiamo perché i cittadini hanno diritto a non essere ingannati.

Alle scorse elezioni comunali di Bologna e alle regionali ho votato il Movimento 5 Stelle. Leggo i post di Grillo da anni, e ho visto nel Movimento una “speranza” per il nostro Paese. La scorsa primavera ho deciso di partecipare attivamente alle riunioni dello stesso.  Avevo ovviamente letto il programma nazionale  e ne condividevo i contenuti. Sono insegnante e mi interessano molto quelli inerenti alla scuola. Ci lavoro da quasi 30 anni e la demolizione della  scuola pubblica portata avanti dalla Gelmini, la circolare Limina in Emilia Romagna che invitava i dirigenti scolastici ad assumere provvedimenti disciplinari nei confronti degli insegnanti che avessero preso posizioni pubbliche critiche nei confronti della Riforma, la situazione sempre più drammatica del nostro Paese con la crisi economica affrontata con i tagli allo Stato sociale, hanno suscitato in me la necessità di assumere un impegno civile diretto .

Entrata nel Movimento ho organizzato il gruppo scuola, ho partecipato alle manifestazioni di protesta contro la riforma, convinta che il Movimento ne condividesse i contenuti.  Come gruppo scuola, del quale ero la coordinatrice, abbiamo presentato un documento nel quale è stata analizzata l’attuale situazione della scuola pubblica e si chiedeva al Movimento di assumere una posizione chiara rispetto alla politica scolastica del Governo. Pochi e chiari principi: difesa della Scuola pubblica e conseguente NO alla riforma, laicità dello Stato e conseguente richiesta di abolire i finanziamenti alla scuola privata. Abbiamo chiesto  al Movimento di approvarlo. Non è stato possibile.  La risposta del Movimento è stata l’ostracismo.  Di scuola non se ne parla o, se si è costretti a farlo, comunque non si assume una posizione,  perchè all’interno del Movimento le posizioni sono diverse, inconciliabili e, per non allontanare nessuno, meglio far “finta di niente”, meglio discutere di cose più semplici. Il Movimento nei fatti non assume alcuna posizione sulla riforma della scuola, come non   ne assume su moltissimi argomenti che riguardano il “sociale” e le politiche economiche di chi ci governa.

Poco per volta mi sono resa conto che il Movimento non è ciò che viene descritto da Beppe Grillo: il programma nazionale e lo stesso nome di Beppe servono  solo come “specchietto per le allodole”, per attirare i voti di chi non ne può più dell’attuale classe politica, dei suoi privilegi e della sua incapacità di dare risposte credibili ai problemi del Paese. Il Movimento è eterogeneo, composto da persone che cavalcano la tigre della protesta e che affrontano solo  argomenti “facili” sui quali convergere. Quando si parla di piste ciclabili, o di spazi verdi nella città, o di diminuzione dei costi della politica, di raccolta differenziata, di nucleare …. è facile trovare una convergenza di idee e di proposte. Diverso invece è assumere posizioni politiche rispetto alla riforma Gelmini, al finanziamento alla scuola privata, alla laicità dello Stato, ai diritti delle coppie di fatto, alla legge 194 sull’aborto, al problema ormai drammatico della casa, del precariato, all’accordo di Pomigliano, che non è un fatto isolato nel Paese, ma rappresenta il tentativo di togliere sempre più tutele ai lavoratori in tutto il Paese.  Su queste e altre problematiche il Movimento non è in grado di prendere una posizione, perché al suo interno ci sono persone con idee  spesso contrapposte: vi sono conservatori e “orfani della sinistra”, laici e cattolici integralisti,  uniti nella “protesta”, nei facili luoghi comuni, ma incapaci di avere un progetto realistico e coerente di più ampio respiro.  Uno dei loro motti preferiti è che non sono un partito, non sono una casta. A mio modo di vedere sono molto peggio: “uno vale uno” è in realtà solo uno slogan. Nelle assemblee si decidono solo alcuni aspetti, per lo più organizzativi, per il resto c’è un’oligarchia che decide per tutti: sono gli eletti e i loro stretti collaboratori.  In questi mesi trascorsi nel gruppo  l’assemblea non ha deciso nulla di rilevante dal punto di vista politico. Sono gli eletti Favia e De Franceschi che assumono in totale autonomia qualsiasi decisione politica a nome del Movimento.  Quando ho chiesto di discutere in assemblea di alcune problematiche, come il finanziamento dato alla fine di luglio dalla Commissaria Cancellieri alle scuole private a Bologna,  l’adesione alla manifestazione in difesa della scuola pubblica indetta a Reggio Emilia il nove ottobre scorso, la discussione sull’eventuale nomina alla presidenza della Commissione Pari Opportunità in Regione di Silvia Noè, l’accordo di Pomigliano e la necessità di assumere una posizione politica in difesa dei lavoratori, non ho mai ricevuto risposta. Formalmente non rispondono, lasciano decadere, non ne parlano, così possono fingere di essere tutti d’accordo, così possono coesistere nel movimento posizioni spesso contrapposte, intanto gli “eletti” decidono per tutti, perché  loro sono i “portavoce” del Movimento.  Bell’esempio di democrazia!  Ieri sera l’ultima “farsa”: i Consiglieri Regionali in assemblea pubblica hanno presentato un bilancio politico ed economico dei primi sei mesi  in Regione, hanno “rimesso il proprio mandato nelle mani dei cittadini”, quindi c’è stata una votazione  al fine di confermare o meno la “fiducia” a Favia e a De Franceschi.  Nessuna possibilità di porre domande ai Consiglieri, di discutere veramente su ciò che è stato o non è stato fatto. Una votazione plebiscitaria, ad alzata di mano, nella peggiore tradizione dei   peggiori partiti. Uno “spot di propaganda”, non uno strumento di democrazia, una “trasparenza” di facciata.  Un’autoesaltazione del proprio operato e una continua denigrazione di ciò che fanno “tutti gli altri”, questo è stato, in una povertà di contenuti  e progetti  reali davvero impressionante.  Stupefacente scoprire, tra l’altro, che  il denaro proveniente dagli stipendi regionali dei Consiglieri ( l’Assemblea ha deciso per loro un compenso di 2500 euro mensili )  non viene gestito dal Movimento stesso, ma dai Consiglieri che trattengono l’importo dovuto nei loro conti correnti personali!  E questo sarebbe un approccio nuovo alla politica?

Per non parlare della chiusura totale che mostrano rispetto a tutte le altre realtà culturali presenti a Bologna.  Nessun confronto e nessuna alleanza, questo a prescindere da possibili convergenze, perché solo loro sono portatori della “verità” grillina.  Intanto, per le prossime comunali questo Movimento così aperto alla società civile, così diverso dagli altri partiti avrà un candidato sindaco alle prossime amministrative  autocandidatosi e scelto da chi? Dagli elettori che lo indicano in base ad un programma? No, scelto nel chiuso dell’assemblea degli attivi, e solo da chi risulta essere attivo  alla data del 30 settembre 2010, scelto quindi da poche persone nella peggior tradizione dei partiti. Criticano i partiti, non accorgendosi però di essere ancor peggio degli stessi, perché non vi è  alcuna reale democrazia all’interno. E chi “osa” far presente certe incoerenze viene visto immediatamente come un “nemico”, qualcuno da isolare. E così vanno avanti senza prendere mai alcuna posizione chiara, convinti come sono che tanto saranno premiati elettoralmente in ogni caso: gli elettori voteranno sulla base di quello che dice a livello nazionale Grillo, il voto di protesta continuerà ad esserci e solo questo conta.  Lo stesso atteggiamento in fondo che ha la Lega: parlare facile, per slogan comprensibili ed efficaci,nient’altro.  Far credere che vi sia un programma nazionale condiviso, far credere che il movimento rappresenti una novità, una possibilità di riscatto del Paese,parlare alla “pancia” delle persone, glissare su tematiche qualificanti perché una posizione chiara allontanerebbe qualcuno: l’importante è prendere voti da tutti, da destra e da sinistra perché loro sono “sopra”  volano “alti”. Parole prive di un reale significato, solo vuoti slogan di propaganda: come la Lega appunto.

Povertà culturale, intellettuale, politica.  Inaccettabile quando da movimento di protesta si decide di entrare nelle Istituzioni, si decide di proporsi come forza che deve amministrare le città, le regioni e forse domani il Paese.  Per farlo bisogna avere delle idee, occorre avere il coraggio di assumere posizioni politiche, di fare scelte chiare, condivise non solo dagli “eletti” ma dal Movimento intero e soprattutto uscire dalla facile ottica della protesta e degli slogan ad effetto, occorre  occuparsi dei problemi reali dei cittadini e prendere posizioni chiare esponendo le proprie idee e cercando di aumentare il consenso per questo  più’ che per le invettive contro gli altri.

Per questi motivi lascio il Movimento, per la mancanza totale di democrazia all’interno, per la povertà di contenuti. Lascio il Movimento perché non voglio rendermi complice dell’inganno che stanno perpetuando  verso gli elettori : a parole sostengono il programma nazionale di Grillo, nei fatti approfittano del suo carisma per ottenere facili voti di protesta ed iniziare la propria personale “scalata” alle Istituzioni. Non ci sto. I partiti non mi piacciono, ma il Movimento non è ciò che appare: non c’è democrazia all’interno, non ci sono idee che non siano quelle “facili” e scontate che la stragrande maggioranza delle persone può condividere, non c’è un progetto serio di società, solo slogan.

Un Movimento a parole di tutti, nei fatti solo di pochi.

Monica Fontanelli

pubblicato da Monica Fontanelli http://www.facebook.com/note.php?note_id=178831895467108&id=1656882137

 

Lascio il Movimento 5 stelle.

3 commenti su “Lascio il Movimento 5 stelle.

  1. Ciao,
    mi è piaciuto molto il tuo articolo, ma su alcuni punti non mi trovi d’accordo.
    Inizio col presentarmi visto che sono un partecipante attivo del MeetUp di Cosenza dal 2007 ad oggi: da allora ad oggi ho sempre guardato a questo MoVimento come ad un insieme di persone volte a sensibilizzare gli altri nei problemi che interessano il proprio territorio e quindi muoversi sul locale.
    L’entrata in “politica” da parte dei MeetUp non è così fisiologica come si crede, chi partecipa alle elezioni deve avere sulle spalle non solo delle idee e delle posizioni su ogni tema a livello nazionale, ma anche un biglietto da visita forte di ciò che effettivamente si è fatto per il proprio Comune nel trascorso come MeetUpper.
    I temi a cui ti sei riferito all’inizio non è vero che non sono stati trattati (forse a Bologna no), ma a livello nazionale si. Visto che internet è la più grande CRONOLOGIA digitale di articoli, video e quant’altro materiale di ogni tipo ti invito a farti un giro fra google e youtube, se non trovi niente te li posto io i link corrispondenti. Sto parlando di: immigrazione, scuola, lavoro ecc.
    Per quel che riguarda la democrazia all’interno del gruppo, garantisco col mio nome e cognome che qui a Cosenza non si fa niente se TUTTO il MoVimento non ha una posizione precisa e compatta, ciò non vuol dire che nelle altre città si faccia come a Cosenza perchè alla fine il MoVimento è fatto da persone che non sono esenti da errori, o, magari, dai soliti approfittatori… questo però non vuol dire che puoi fare “di tutta l’erba un fascio”. Se sei scontento della tua esperienza a Bologna allora fatti valere portando possibilmente con Te altre persone e facendo presente tutto ciò a chi, secondo Te, “comanda” e rimettete sulla retta via questo che, dal mio punto di vista, è l’unica vero modo per fare Politica nel senso PULITO del termine. Il meetup di Bologna, come tutti del resto, non appartiene a nessuno anche tu puoi aprirne uno tuo e mandarlo avanti con i valori che si prepone, facendolo sbocciare nelle idee e nelle posizioni che ritieni siano di valore e adatte ad una vera Democrazia partecipativa che mette al primo posto i cittadini.
    Personalmente sono un informatico quindi è ovvio che non posso essere preparatissimo su tutto, ma la forza del nostro gruppo è proprio questo… cioè ognuno offre le proprie competenze nel MoVimento e in maniera del tutto orizzontale si discute, si prendono decisioni e quant’altro. Non è una favoletta e sfido chiunque a venire qui a Cosenza per farmi rimangiare quello che sto dicendo, Perciò, essendo tu un insegnante, grazie al tuo lavoro sei fra i più indicati a fare un resoconto sulla riforma che tanto ha bastonato la scuola pubblica e che tanto ha seguito il solito modo di fare politica: lasciando ciò che di buono potrebbe esserci all’interno e modificando il resto con l’ausilio di chiunque abbia da che ridire in merito, perchè il MoVimento è orizzontale e chiunque ha il diritto di dire la sua. Mettiti alla prova e non perdere la speranza al primo tentativo… Se proprio credi sia il caso fai un’altra lista civica MoVimento 5 Stelle per un motivo molto semplice… si basa sull’onestà e la trasparenza.
    Un saluto da Cosenza,
    Dario Elia.

  2. Caro Dario,
    l’articolo è preso da una nota su facebook, se vai al link puoi mandare il tuo messaggio all’autore della note che è Monica Fontanelli. Io non posso rispondere per lei, posso solo dirti che se a Cosenza vi siete trovati tra brave persone e siete ancora liberi, questo non è ciò che avviene in altre città un po’ più importanti come Bologna, Milano e Torino. Dire a Monica che a Bologna può aprire un altro meetup e fare una sua lista è pura utopia! Ormai lì Favia impera e se non sei con lui/loro sei contro di lui/loro. Ma tu lo sai chi sono loro?

  3. NO, non lo so chi sono loro… ma tu lo sai cosa vuol dire far parte del MoVimento 5 Stelle in Calabria? O comunque muoversi nel sociale e dare fastidio alle DINASTIE che governano da sempre qui da noi…? Per me Favia rimane Favia e tutti i cittadini di Bologna rimangono tutti i cittadini di Bologna… se stiamo qui a guardare chi è quello o chi è quell’altro allora io domani mattina dovrei pensare ai fatti miei e buonanotte al secchio.
    Se veramente si vuole fare qualcosa per la propria città oltre alle battaglie singole purtroppo bisogna trovarsi, discutere e possibilmente aggregarsi. Ho pregato per 3 mesi in piazza le persone di candidarsi a Cosenza, tutti che mi hanno detto “bravo fai bene, ci vuole un pò di aria nuova”… quasi tutti che però hanno fatto un passo indietro rifiutando la richiesta di AIUTO. Se avete un problema a Bologna, ed ho visto che su FB siete in tanti che la pensate così, potete e dovete aprirlo un altro meetup. Però, attenziona, io non vi sto dando ragione a prescindere visto che non conosco la situazione e con i tempi che corrono non mi meraviglierei che sia l’ennesimo attacco a chi sta cercando di fare qualcosa di buono… e non parlo di Favia ma del MoVimento, perchè purtroppo nell’articolo/nota si mensiona tutto il MoVimento come se fossimo tante fotocopie, e dato che internet ha dato la possibilità a tutti di scrivere e d’essere ascoltati gradirei un minimo di considerazione per chi anche se nella setta satanica a 5 stelle sta cercando di fare qualcosa per la terra in cui si trova.
    Con l’augurio che possiate fare qualcosa per davvero oltre che lamentarvi su fb e senza rancore.
    Dario.

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