Storia di un’ordinaria influenza a Milano

  Influenza

Martedì mi sveglio con una forte acidità allo stomaco, comincio a rimettere, dapprima penso ad una congestione per il freddo preso il giorno prima poi, non accennando a passare mi rendo conto che si tratta di un virus. Dopo due giorni di agonia chiamo la guardia medica, avrei bisogno di una fisiologica, sono due giorni che non m'idrato e che vomito, sono restia a recarmi all'ospedale perché ci tengo alla vita. Non posso escludere a priori una gravidanza e per colpa dell'incompetenza e non curanza dei medici dell'ospedale ne ho già perse due. La guardia medica non esce, hanno messo lì uno a dire che c'è l'influenza e che bisogna prendere il Plasil però io prima di prenderlo devo fare il test di gravidanza, di notte ed al 18 giorgio del ciclo. Lo sanno anche i sassi che al 18 giorno del ciclo nessun test evidenzia una gravidanza, tanto più un test fatto in casa ed a quell'ora, quando la carica ormonale presente nell'urina è bassissima. Ma chi cavolo c'hanno messo a rispondere al telefono? Non ci dà alternative al Plasil. Decido di prenderne mezza dose, non essendoci ancora scambio di sangue tra me ed un eventuale embrione i rischi che già sono minimi si riducono. A detta della guardia medica mezza dose non serve a niente. Lo sa che le dosi dipendono da persona a persona? Mezza dose, dopo due giorni di digiuno e pochissima idratazione mi hanno stesa e mi è venuta anche la tachicardia ma almeno mi sono addormentata o sedata… Il giorno dopo chiamo lo studio del medico, non mi passano il medico, parlo con la segretaria, mi dice di non prendere nulla e resistere, di bere acqua e zucchero. La sera sono di nuovo in agonia, altra mezza dose di Plasil. Quarto giorno di digiuno mi chiama una mia amica, mi dice di prendere Biochetasi. Mio marito corrre in farmacia, anche la farmacista conferma che è l'unica cosa che si può prendere anche in gravidanza. Si lascia scappare che anche facendo il vaccino l'influenza non la si scampa. Mio marito le dice subito che comunque noi siamo contrari ai vaccini e lei cosa risponde? "Io non dovrei dirlo.. ma…" E poi non c'è conflitto d'interessi? E come diciamo io ed un mio amico che si è curato un cancro da sé, ognuno deve essere il medico di se stesso, naturalmente informandosi e non smettendo di ricercare mai.

di Cinzia Bascetta

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