Odio l’indifferenza e gli indifferenti. Presidio al consolato libico al grido di Basta Sangue!


Oggi, mentre cittadini libici, italiani, alcuni partiti ed associazioni manifestavano contro il genocidio del popolo libico, in galleria Vittorio Emanuele una folla si accalcava intorno ad un palco ottagonale, sopra c’era un divano, dietro, un camerino a vista di L’Oreal, a lato la scritta fashion week. La gente si fermava e aspettava,…. cosa? Non si sa. Aspettava che si manifestasse un qualcosa. O forse erano tutti interessati alle lezioni di trucco degli esperti L’Oreal Paris dentro il camerino…. Mi avvicino al luogo del presidio e sento un signore commentare “sono tutti figli di Allah” non resisto e rispondo “sono tutti figli di Dio come noi”, finalmente raggiungo il consolato libico e posso abbracciare i miei amici. Se penso che pochi giorni fa proprio con uno di loro si parlava della possibilità che anche il popolo libico insorgesse… ed ora è successo ed è iniziato un incubo per una nazione nelle mani di un dittatore che bombarda la sua stessa gente con gli F16 e assolda mercenari per sparare indistintamente a uomini, donne e bambini. I libici dicono “ma quali americani, siamo noi, il popolo, che facciamo la rivoluzione, sono 40 anni che sopportiamo. Noi in Libia siamo tutti d’accordo, se va via lui facciamo un governo democratico” Approfitto anche per parlare della religione musulmana e chiedo al mio amico di spiegarmi bene cosa insegna l’islam per quanto riguarda i rapporti con le altre religioni. Spiego a lui che ci sono persone che sostengono che tutti i musulmani vogliono fare la guerra santa ai cristiani, cosa che naturalmente io non credo. La sua risposta è semplice, mi dice che l’islam insegna che tutti sono liberi di pregare il loro dio, Maometto fece guerra in passato a dei popoli vicini che volevano rovesciarlo ed ucciderlo perché lui era diventato potente ed aveva un gran seguito. Maometto all’epoca aveva apportato cambiamenti rivoluzionari nell’islam, la donna precedentemente era considerata alla stregua di una bicicletta, avere una figlia femmina era quasi un disonore e molte neonate venivano uccise.  Maometto non doveva essere ben visto anche per questo. Ogni vero musulmano spera che gli altri si convertano per la loro salvezza ma mai obbligandoli con la forza.
Come posso vedere nei suoi occhi sinceri un nemico? Come posso avere paura di lui? E’ lui oggi insieme a tutto il popolo libico ad avere bisogno del nostro sostegno. Al presidio ho sentito ragazzi libici lamentarsi giustamente del fatto che l’Italia non avesse preso subito posizione contro Gheddafi e indignarsi per le dichiarazioni di Berlusconi, indignazione condivisa dagli italiani presenti. Poi ho sentito dire da un giovane libico “il popolo arabo deve fare amicizia con il popolo italiano”.  Ha proprio ragione, sono i popoli i soggetti primari che devono solidarizzare, il popolo sovrano prima di tutto.

 

Odio l’indifferenza e gli indifferenti. Presidio al consolato libico al grido di Basta Sangue!

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