Dall’arena alla Tv. Donne in pezzi. Dignità in pezzi.

Cauldron_Montami

Nel giorno della festa della donna ritengo che in questo paese non ci sia proprio nulla da festeggiare. La mia dignità di donna non ne può più di essere fatta in pezzi. Anche nelle trasmissioni più serie ti tocca sentire un Placido qualunque che a 64 anni si lascia andare in affermazioni del tipo “la diciottenne sessualmente è più interessante” oppure una quarantenne prosperosa… non c’è un film dove non ci sia una donnaccia di gomma che piace a omuncoli con cervello di gomma. Cambi canale ed ecco un’altra squallida conduttrice che dice “che entrino le bocce di Francesca e Cristina” Vale a dire, loro possono anche stare fuori tanto a noi interessano solo le bocce. Per quanto tempo dovremo vedere ancora donne deformate, fatte in pezzi ed usate per controllare uomini con una boccia al posto del cervello? Donnucole cui la cultura della TV ha insegnato che la massima aspirazione è fare la velina. Uomini e donne cui è stato completamente lavato il cervello per tenerli in pugno per dominarli esaltando e deformando i loro istinti più bassi e animaleschi. Cos’è rimasto di loro? Nulla. Donne schiave senza dignità, squartate da macellai e vendute in pezzi ad un popolo sempre più ignorante. I romani intrattenevano il popolo bue con la violenza, oggi nell’Arena Televisione donne decerebrate vengono fatte in pezzi per maschi decerebrati, d’altronde l’arte non è mai stata per il popolo, meglio dargli pezzi deformi venendo meno ad ogni logica di armonia e proporzione per esaltare menti sempre più deviate. E’ il modo più semplice per asservire un popolo di consumatori.

Lo sa molto bene anche Lorella Zanardo, autrice del libro “Il corpo delle donne” che in occasione dell’incontro pubblico del 23 febbraio 2011 dal titolo “Donne in pezzi” rimarca come siano proprio i telegiornali i primi a fare servizi sulla chirurgia estetica. In questo modo ricorrere alla chirurgia estetica sembra una cosa normale, “l’hanno detto al Tg”.

Addirittura recentemente un Tg, parlando di chirurgia estetica, si esprimeva così:  “anche gli uomini hanno sempre più cura del loro corpo”, confondendo la cura del corpo con la cura dell’aspetto estetico tra l’altro portata all’estremo. Tornando all’incontro pubblico sulla dignità femminile, sempre la Zanardo dichiara che è in atto un processo di umiliazione delle donne e anche degli uomini. Basta guardare come vengono montate le scene, per vedere espressioni quasi scimmiesche del pubblico maschile evidenziate ed accostate ad immagini di semi-nudo femminile. Lorella è anche protagonista di un progetto che si chiama “nuovi occhi per la Tv”. I destinatari sono gli studenti delle scuole superiori. Neanche i bambini sono esenti dall’influenza negativa che il mondo della televisione e della pubblicità esercita su di loro. I bambini di una scuola primaria di Milano godono di vista panoramica su un cartellone pubblicitario che mostra il sedere di una modella sotto la gonna svolazzante. Cosa pensa un bambino di fronte ad un cartellone pubbilicitario con una ragazza chinata di profilo, nuda e la scritta MONTAMI A COSTO ZERO? L’associazione DonneInQuota si oppone allo svilimento della dignità femminile nelle pubblicità e quando necessario si appella agli enunciati dell’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria per far ritirare la pubblicità svilente. In questo caso ci sono riusciti ottenendo anche le scuse della Cauldron Holding, produttori di pannelli fotovoltaici. L’associazione, non a torto, sostiene che gli adolescenti ed i pre-adolescenti non abbiano gli stessi strumenti critici o di decodificazione del messaggio degli adulti. Questi tipi di linguaggio d’immagine o testuale e l’ambigua associazione dei due impedisce la crescita e formazione di parità di genere, in quanto oggettifica e mercifica la bellezza femminile, negando ipso facto alla donna la dignità di una parità di riconosciuta cittadinanza. In quanto all’opposto di modelli di comportamento femminile talentuoso, competente e autorevole, le giovani generazioni avranno introiettato modelli di offerta di sé o comunque di comportamenti stereotipati negativi nei confronti delle donne. Come ricordato da Patrizia Quartieri, Presidente Commissione Pari Opportunità del comune di Milano, che ha organizzato questo interessantissimo incontro, i manifesti vengono subiti e non si tratta di censura, la domanda che dovremmo farci è: perché in nome del mercato certi valori possono essere declinati in altro modo? Sempre Patrizia Quartieri afferma: “siamo di fronte ad un oggettivazione del corpo femminile usato per vendere”.

Oggi, 8 marzo, un augurio a tutte noi donne di riprenderci la nostra dignità.

Per segnalazioni o iscrizioni: http://www.donneinquota.org/

Progetti per le scuole (Educazione alla sessualità, laboratori di prevenzione della prevaricazione tra pari, sostegno alla genitorialità, percorsi di prevenzione degli abusi sessuali sui minori, sportelli di ascolto per studenti, genitori e consulenza per insegnanti) per informazioni scrivi a lombelico.direttivo@gmail.com

 

Dall’arena alla Tv. Donne in pezzi. Dignità in pezzi.

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