Grillo, Casaleggio e i coordinatori nazionali – Stoccata dopo stoccata..

Riassunto della soap: la novità di Grillo-Casaleggio è quella di aver nominato 4 coordinatori nazionali dall’alto, come al solito per questo genere di scelte, e senza consultare nè informare nessuno. L’informazione arriva perchè il consigliere regionale piemontese Davide Bono e il consigliere comunale di Torino neo-eletto Vittorio Bertola si scannano.  Qui: http://forum.piemonte5stelle.it/viewtopic.php?f=30&t=1161 La notizia fa il giro d’Italia e assume, in poche ore, rilievo nazionale nel MoV5Stelle. ___________________________________________________________________________ “PS: mi permetto una piccola stoccata, tralasciala pure se rischia di inficiare il dialogo costruttivo. Sarà un caso che, tra tutti, Grillo ha scelto te, che hai queste idee grillo-centriche, in totale buona fede?” (Fabio Alemagna – http://www.meetup.com/Gli-amici-di-Beppe-Grillo-di-Napoli/messages/boards/thread/12726241/70#45997111) ____________________________________________________________________________ Questa “piccola stoccata” che Alemagna rivolge a Vittorio Bertola è, secondo me, una delle chiavi cui bisogna dare importanza.  A Torino ricordiamo bene come VB fosse tutt’altro che un “fedelissimo” al Papi-Grillo fino a che non arrivò tutt’a un tratto l’accordo tra le parti con Bono, consigliere regionale piemontese, che anzichè scrivere di “peperonate” incattivito verso di lui (http://www.facebook.com/notes/davide-bono/del-movimento-lanarcolibertarismo-20-e-la-peperonata/423154149792), lo accettava improvvisamente come suo pupillo promuovendone la campagna elettorale comunale. E così il gruppo consiliare regionale piemontese usava la sua visibilità per dirottare il progetto politico nato nel 2007 da un gruppo di attivisti “troppo ligi” ai principi di democrazia partecipativa ed orizzontalità, “troppo propensi a denunciare alla cittadinanza in rete e alla stampa” le distorsioni, “troppo noiosi e rigidi” nel volere rispettata in modo egualitario qualche regoletta di gestione interna che garantisse equità e rispetto di quei “principi”, e muoveva allora le sue pedine ed amicizie per far “vincere” sul territorio il gruppo capeggiato da VB sia trovandogli una ventina di “amici” per costituire la lista (gente mai vista a una riunione del gruppo comunale in tre anni, ma utile per far numero e conosciuta in ambito regionale da Bono&co), sia ostacolando il gruppo “dissidente” con bannaggi e censure, lesioni d’immagine (Bono che dice in tutti i post e interviste che “sono un gruppo di infiltrati pagati dal PD, psicopatici,..”, certo, non ha giovato così come il rifiutare qualsiasi confronto aperto e pubblico) e boicottandone gli strumenti di lavoro cancellando più volte gli account fb, gmail, youtube,   – è di questi giorni la notizia che Fabrizio Biolè, l’altro consigliere regionale piemontese, ammette, finalmente, di aver “provveduto”, chiedendone conto a Bono mentre si litigano per “il tour di recall degli eletti” (http://www.facebook.com/photo.php?fbid=230251447003840&set=o.100583746691512&type=1&theater) trovando poi, anche in questo caso, un’improvvisa pace – che nessuno si preoccupi! Come? naturalmente cancellando il tour di recall che si diceva sarebbe stato fatto ogni sei mesi e che qui si son sempre rifiutati di fare e non è mai infatti avvenuto –  oscurando siti (la ditta di Vittorio Bertola aveva un contratto di hosting web per tenere il sito del movimento torinese appoggiato sul proprio server, ma non si è fatta cruccio di oscurare il sito contravvenendo ad esso e senza concedere nè preavviso – a meno che il dictat di Bono pervenuto a mezzo forum non fosse da prendersi come tale, ma le regole contrattuali dicono tutt’altro – nè fornire, ancora oggi e dopo reiterate richieste, copia di backup dei contenuti – per esempio, di tutti i verbali che su quel sito erano pubblicati – come ogni azienda è tenuta a fare col cliente).  Ebbene, questa – mi si dirà – è noiosa (?) storia torinese ed inoltre ben sappiamo che Grillo-Casaleggio, sotto silenzio, han fatto comunque sparire la lista “dissidente” che lavorava dal 2007 e quindi non ci fu in verità bisogno di alcuna concreta “vittoria” di un gruppo su un altro, poichè non si permise nemmeno competizione (nonostante che BG avesse scritto sul blog un PS ad hoc dicendo che “in caso di più liste su un territorio ci sarebbero state primarie e avrebbero deciso i cittadini del territorio”, non Casaleggio), ma visto che il nostro Vittorio Bertola è reduce dall’aver acquisito, oltre al mandato di consigliere comunale, anche il faticoso impegno di essere uno dei quattro coordinatori nazionali di fiducia di Grillo-Casaleggio, forse un po’ di informazione sulle dinamiche che l’hanno portato dove sta aiuta qualche ragionamento di più ampio respiro. E vengo al dunque.   Appena c’è stata la proposta di un incontro nazionale degli attivisti “non mediato/gestito da BG” e quando Beppe ancora manco sapeva cosa si volesse organizzare (non si sa di preciso a tutt’oggi), ecco che ha tirato fuori uno dei suoi “ps” sul blog: cosa preziosa e da non sottovalutare visto che per ricevere una qualsiasi forma di risposta, comunicazione o informazione c’è chi deve aspettare mesi o anni (per esempio persino per poter portare a compimento l’ iscrizione alla super-piattaforma rivoluzionaria che dovrebbe consentire un giorno la democrazia diretta e alla quale esistono bug – ? – per cui gente, casualmente “scomoda”, rimane in loop da mesi su “carica documento-documento accettato-ricarica documento”, non potendo di fatto vedersi “certificare” il proprio profilo).  Un “ps” dove, quantomeno prematuramente, ci si affretta a dire che nessun coordinamento e incontro nazionale è accettato. Come se fosse, appunto, Grillo ad avere il potere di delegittimare i cittadini attivi del MoV.  E quel ps dovreste-dovremmo farglielo pagare caro, farglielo spiegare bene, perchè non sono tante le cose scritte in pubblico dove Grillo, di fatto, contraddice la natura del MoVimento così come da lui impostata. Tutt’altro: le comunicazioni di questo genere avvengono sistematicamente in forma privata con tanto di “diffide” dal rendere pubbliche e le documentazioni attestanti le scelte di Grillo/Casaleggio in contro-tendenza, quando non in completo contrasto, con la natura di democrazia dal basso e trasparenza e orizzontalità; e le eventuali videoriprese di incontri più o meno pubblici; e denunce di quanto accade legate al nome o simbolo del MoVimento. Per esempio, per capirci, quando la lista torinese è stata fatta sparire – ovviamente parlo di quella nata nel 2007, non di quella attuale di Bertola – Grillo si è guardato bene dallo scrivere mezza riga nonostante le nostre ripetute richieste di rendere pubblica la sua decisione, piuttosto persino rendendola nota con la motivazione falsa che è stata addotta a giustificazione della mancata (o meglio “ritirata”) certificazione.   E’ solo attraverso la pressione mediatica e il far saltar fuori le distorsioni (è più famigliare chiamarlo “fiato sul collo”?) che si può pensare di far valere la forza s
ana e realmente “nuova” del MoVimento 5 Stelle e riprenderselo per quello che doveva essere, altrimenti la strada è chiara da troppo tempo così come il baratro in cui si finirà ed è sempre quella in cui ci sono e saranno i nominati dall’alto e pratiche tutt’altro che trasparenti e coerenti con “la teoria”. Che poi si prometta “democrazia dal basso” o “meno tasse per tutti”, a quel punto, poco cambia. Certo, ci si può “accontentare” di promesse programmatiche più rispettose dell’ambiente rispetto a quelle di tanti partiti tradizionali, ma non veniamoci a parlare di metodo politico nuovo, di (ritorno alla) democrazia, rivoluzioni, alternativa, nuovo che avanza. Non abusiamo della pazienza, della speranza, della fiducia e dell’impegno dei cittadini che, come sappiamo, sono già esausti e disillusi dalla politica delle finte promesse che nasconde i soliti intrallazzi fatti dietro il bancone dal quale in faccia si offre tutt’altro da ciò che nel retro-bottega si organizza, non curandosi di prenderli in giro alle spalle.  Non per niente – ed anche questo, nel quadro, è piuttosto esaustivo – dai resoconti dell’ultimo raduno segreto Grillo-Casaleggio-Eletti(+qualche non eletto “fidato”), incontro nel quale sarebbero stati nominati questi coordinatori nazionali, emerge un altro dato: Casaleggio avrebbe messo in guardia sul forte “pericolo” generato da quei brutti e cattivi che vogliono scindere Grillo dal MoVimento e blablabla. Cosa a cui in questo periodo bisognerebbe stare particolarmente attenti, diffidare. Questo, a mio avviso, serve per creare allarmismo e pararsi “il cosiddetto” a priori – due pratiche, per altro, che a certa politica non sono certo nuove; per giustificare come “emergenze” eventuali prese di posizione contrarie ai principi di orizzontalità e trasparenza senza gettare troppo scalpore e per blaterare del nulla. Per quale motivo sarebe, infatti, non meglio precisatamente “pericolosa” una “scissione” che è Grillo stesso ad aver sbandierato, dalla notte dei tempi, a tutti i mass media e a tutti i cittadini in campagna elettorale, dicendo ‘il MoVimento sono loro, non io’, ‘il mio ruolo è solo di detonatore’, ‘io non decido niente, la democrazia e la novità sono la rete e sono questi ragazzi giovani, incensurati, sul territorio’…blablabla? Questo, ovviamente, Grillo e Casaleggio, non ce lo esplicitano e gli eletti non lo chiedono. Analogamente i 4 coordinatori nazionali nominati non riconsegnano la nomina alla democrazia in rete; non chiedono spiegazioni precise sul loro ruolo nè di definire meglio e pubblicamente cosa s’andrà a intendere con “coordinatore nazionale” di qui in avanti – in modo da avere e dare garanzie – e come questo possa non cozzare affatto con la paura espressa qualche tempo fa dai casaleggesi di “elementi tra gli eletti-portavoce e ‘la base’ che potrebbero, a livello di comunicazione, rimandare il pensiero ingenuo dei cittadini ad una struttura partitica” (addirittura in certi periodi e in certe città furono un problema associazioni, che tenevano qualsiasi ruolo a rotazione, pure il verbalizzante e l’assistente, e che avevano puro ruolo organizzativo di campagna elettorale e giocando su questo si fecero i primi tentativi di bloccare liste di cittadini in favore di altre).   I coordinatori-eletti non chiedono nemmeno di dare l’incarico di coordinatore nazionale a qualcun altro o quantomeno di valutare prima le competenze in campo a livello nazionale con criteri obiettivi e uguali per tutti: l’unico requisito cui corrispondere per l’ottenimento dell’incarico di coordinatore nazionale del MoVimento5Stelle è “la fiducia di Casaleggio”? Si fidano di Bertola e altri tre eletti tra tutti i movimentisti italiani? E chi ha deciso, comunque, che questi ruoli di coordinamento nazionale pure laddove, ingenuamente, fossero da considerarsi meramente “tecnici”, funzionali a gestire database di dati (che poi sembrano essere – attenzione! – dati relativi a temi importanti che dovrebbero reggere, consolidare e costituire il MoV ossia il programma, la gestione informatica,…), vadano affibbiati sulla base delle preferenze fiduciarie di Casaleggio e non, per esempio, piuttosto su quelle del MoVimento di migliaia di “uno”(-vale uno) che il MoVimento, con marchio BG, glielo portano avanti in tutta Italia mettendoci la faccia e che dovrebbero, semmai loro, avere qualche garanzia in più (visto che già non ne hanno nessuna legale a differenza di BG)?    I coordinatori-eletti non pongono domande, sembrerebbe, sull’opportunità di una scelta del genere fatta in questo modo e sulla coerenza, da più punti di vista dubbie, sia a livello di comunicazione politica (interna ed esterna), sia relativamente alla questione “doppi incarichi” (se ognuno vale uno e le competenze sono elevate – “abbiamo fior fior di informatici, blablabla” ripete BG un giorno su due ai mass media – è quantomeno strano che proprio i portavoce debbano essere incaricati anche di questo ruolo oltrechè essere un po’ fuori luogo viste le cariche che ricoprono e visto che potrebbe parlarsi in qualche caso anche di una sorta di conflittuccio di interessi). Non un coordinatore dei quattro, a quanto pare, che alla “nomina” abbia invece risposto a Beppe Grillo-Casaleggio dicendo “tu dovevi essere il detonatore, non il burattinaio: stiamo perdendo/cambiando l’identità del movimento?”. Non uno dei quattro “di fiducia” che abbia “disobbedito al capo”.  Non uno che al Casaleggio che risponderebbe con “certi toni” a Davide Bono prende e mette a tacere Casaleggio chiedendogli maggiori delucidazioni, allora, sul ruolo di questa ditta che sempre è stato oscuro non che oggetto di aspre critiche e perdita di credibilità per il MoVimento e per chi territorialmente la fiducia – degli elettori – se la deve conquistare.  Niente di tutto ciò. I quattro neo-coordinatori nazionali “di fiducia”, accettano senza troppe discussioni.  Tutto questo non è considerabile frutto di un “errore” perchè sono cose viste e riviste in questi anni di MoVimento e sempre più chiare e nette via via che si va avanti e che le pecore stanno zitte a ogni passetto in direzione opposta alla democrazia partecipativa-orizzontalità-trasparenza-coerenza che “lo Staff” (o dovrei dire “segreteria di partito”?) del MoV5Stelle, compie.
Grillo, Casaleggio e i coordinatori nazionali – Stoccata dopo stoccata..

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