5 stelle: pettegolezzi ed argomenti seri

Pettegolezzi

Sta facendo gran rumore sul web un incontro “segreto” che Grillo e Casaleggio hanno convocato a Milano fra loro, gli eletti del MoVimento 5 stelle ed alcune “personalità” [su cui condivido il giudizio di persone di altissimo livello] del Movimento stesso.

Non è il primo di questi incontri, ma la novità è rappresentata dal fatto che, a seguito uno scontro all’interno del MoVimento 5 stelle Piemonte fra Bibì e Bibò, dovuto all’incarico assegnato a quattro dei presenti, fra cui Bibò, di coordinare alcune attività a livello nazionale, parte della segretezza se ne è andata, come si suol dire, a donne di malaffare.

E quanto ne è emerso ha fatto giustizia sommaria di molti [oserei dire tutti] i miti del grillismo. Ne elenco i principali:

TRASPARENZA

I grillini fanno ogni [lodevolissimo] sforzo affinché tutte le riunioni pubbliche, vengano riprese affinché anche chi è interessato ma non ha voglia di recarsi sul luogo possa seguirle.

Dopo di che il MoVimento organizza al suo interno vari incontri che non solo non sono pubblici, ma in tali incontri è vietato filmare e registrare e di cui nulla si sarebbe saputo senza lo scontro……e tutti i paladini della trasparenza obbediscono all’obbligo di segretezza senza battere ciglio.

UNO VALE UNO

Sarà anche vero che uno vale uno, ma qualcuno vale almeno due e Grillo [o la Casaleggio?] vale da solo più di tutti quanti messi insieme. Infatti non solo fa le nomine senza consultarsi con gli aderenti, ma si sceglie lui anche i componenti del suo piccolo Parlamento.

PORTAVOCE

Non c’è dubbio che il ruolo degli eletti sia quello di portavoce, ma di Grillo e della Casaleggio, non della base, perché a parte i duellanti e più tardi qualcuno, costretto da quanto trapelato, nessuno si è mai preoccupato di relazionare gli elettori del contenuto dell’ultimo incontro. E degli altri nessuno sa nulla.

ORGANIZZAZIONE

Il mito di “nessuna struttura” può continuare ad esistere, solo con una piccola correzione: “nessuna struttura eletta dalla base” , la monarchia è costituzionale, peccato che, come già detto, il Parlamento è scelto dal re.

VIA I SOLDI DALLA POLITICA

Nel corso del duello Bibò ricorda la sua intenzione di rinunciare a breve al ruolo per cui è stato eletto, perché con i soldi che riceve come politico non ci campa.

Il che comporta che via i soldi dalla politica significhi riservarla ai soli ricchi. [o, peggio ancora, ai cadaverici pensionati]

 ecc., ecc., ecc..

Democrazia_big

Ma accanto a questi contenuti di sia pur importante pettegolezzo politico interno, quanto successo pone un interrogativo serio e, direi, universale sulla Democrazia Diretta [DD]: come si può realizzare la Democrazia Diretta? Vi si arriva partendo da subito con forme di DD come pensa la base stellina oppure è necessario un lungo processo che partendo magari anche da forme dittatoriali arrivi ad una Democrazia Diretta, che si afferma grazie a quanto è già stato costruito dalle forme organizzative precedenti?

L’interrogativo non è banale, perché mentre nel primo caso lavorare per la DD significa semplicemente attuarla, nel secondo significa accettare altre forme di governo, per poi abbatterle e passare alla successiva e così via fino ad arrivare alla DD.

Credo non ci siano dubbi che il MoVimento 5 stelle sia un eccellente laboratorio di DD, ma non ci sono nemmeno dubbi [se non da parte degli aderenti] che, al di là delle intenzioni dei protagonisti del MoVimento stesso, questo sia in realtà una monarchia. Le parole di Bossi “”Ci impiego due secondi a chiedere al Consiglio federale di espellere chi si mette di traverso, anche se ci sono persone importanti” potrebbero benissimo essere fatte proprie da Grillo che ha espulso personalmente più di un eletto dal MoVimento.

Anche il disconoscimento dell’importanza delle correnti, che vrappresentano un momento democratico di formazione di idee e di discussione all’interno dei partiti, lo pone in totale sintonia sia con Bossi che con Berlusconi , altri due regnanti della politica italiana.

D’altra parte è evidente che senza Grillo il MoVimento non esisterebbe ed è altrettanto vero che, come ritiene Fico di Napoli, senz’altro la miglior testa pensante del MoVimento [farà la fine di Miglio nella Lega?] la base non è in grado oggi di prendere iniziative serie in tempi brevi, [anche perché Grillo & C. si danno molto da fare per impedirglielo].

E allora, se si vuole che il MoVimento arrivi veramente alla DD è necessario che si crei un’organizzazione dal basso che, attraverso passi successivi, acquisti potere, non per eliminare Grillo dal MoVimento, ma restituirlo al suo ruolo di immagine. Cosa naturalmente non facile e difficile da accettare da parte sua, visto tutto quello che al MoVimento ha dato.

Ma se continueranno le fuoruscite forzate o spontanee dei “dissidenti” questo processo verrà rallentato al punto di non riuscire ad attuarsi in tempo utile.

Lo stesso discorso vale anche in campo nazionale: la DD può arrivare solo se si percorrono tutte le tappe, il più possibile velocemente, ma senza saltarne nessuna.

Per la vera democrazia poi è necessario che si crei un equilibrio fra potere e consapevolezza per cui è inutile oggi in Italia pensare alla DD; è necessario innanzitutto recuperare la Democrazia Rappresentativa, oggi perduta a favore dell’oligarchia del malaffare, poi questa dovrà regolare l’informazione per permettere ai cittadini la consapevolezza, e solo a questo punto sarà possibile dotarsi di tutti gli strumenti di DD.

Cercare di saltare questi passaggi è pericolosissimo, si potrebbe finire per dotare di strumenti di DD cittadini ipnotizzati dai media della Casta.

di Penta

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